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Archivio fotografico della Camera del Lavoro di Treviso a cura dello SPI Cgil Treviso.

COMUNICATO STAMPA 09_02_2012
Ricerca dell'Ufficio Studi: occupazione in picchiata, inizio anno da shock. A flettere di più, secondo i dati elaborati dalla Cgil trevigiana, è l'occupazione nelle piccole imprese; si tratta di processi di espulsione dal posto di lavoro diffusi in maniera quasi omogenea in praticamente tutti i settori e che riguardano lavoratori che, una volta perduta l'occupazione, possono contare su strumenti di ammortizzazione limitata al trattamento di disoccupazione ordinaria. Dal contenitore delle pmi trevigiane sono uscite a gennaio 748 persone. Per il 23,13% si tratta di addetti stranieri, per lo più figure operaie (il 70,05% dei licenziati) e in leggera prevalenza uomini (il 53,88%). Per quanto riguarda l'analisi dei settori, il picco massimo, equivalente al 19,52% dei licenziamenti totali, si segnala nella meccanica, seguita dall'edilizia con il 16,44%, a conferma dello stato di grave difficoltà del comparto; e dal commercio, che non arresta la fase di riduzione del personale avviata già 18 mesi fa e che fa segnare il 15,51% dei licenziamenti nelle piccole imprese. Nelle aziende medio grandi è maggiore la percentuale di donne che hanno perso il lavoro, cioè il 52,29% del totale. Più della metà del totale delle mobilità registrate nel solo mese di gennaio nelle imprese medio-grandi (il 50,12%) hanno riguardato addetti del settore tessile-abbigliamento e calzaturiero, che nella Marca continua la sua flessione sempre più marcata. Il 19,76% viene registrato dal legno-arredo, il 7,95% dalla meccanica. Per quanto riguarda la suddivisione geografiche delle mobilità, Treviso registra 211 addetti sul totale provinciale di 415, seguita dalla zona di Pieve di Soligo-Conegliano con 70. La scomposizione per età mette in luce come i più colpiti siano i lavoratori tra i 41 e i 60 anni e le donne tra i 31 e i 40. CASSA INTEGRAZIONE - La rilevazione dell'Ufficio Studi della Cgil provinciale ha preso in esame anche le nuove Cigs (cassa integrazione straordinaria) avviate a gennaio. Le procedure sono 12 e riguardano complessivamente 208 lavoratori, a cui vanno aggiunti gli 80 addetti della Maber, entrati in cassa nei primi giorni di Febbraio. Ad eccezione di due casi, la Punto Sei di Paese avviata alla chiusura e la Co.Sa. Costruzioni di Istrana, avviata invece al fallimento, si tratta di procedure causate da gravi difficoltà economico-finanziarie. In tre situazioni i lavoratori in cigs equivalgono all'intera forza lavoro dell'azienda. L'ANALISI - "La crisi - ha detto oggi Paolino Barbiero, segretario generale della Cgil provinciale di Treviso - fa un salto di qualità. E' evidente che siamo ben oltre le ristrutturazioni o riorganizzazioni, ormai il tessuto produttivo è allo stremo. Il numero di licenziamenti registrato solo nel primo mese indica una accelerazione dei fenomeni di contrazione dell'occupazione e rappresenta l'ultimo campanello di allarme. Il numero di persone che ha perduto il lavoro tra gennaio 2011 e gennaio 2012 sfiora le novemila unità, a cui vanno aggiunti i contratti a termine conclusi e soprattutto la perdita del lavoro da parte di precari e atipici, sul cui numero è quasi impossibile fare delle stime precise. Si tratta di un bacino di senza lavoro che molto difficilmente potrà ritrovare una occupazione in tempi brevi considerato il crollo verticale della offerta e la saturazione della domanda"."Anche per questo - ha sottolineato il segretario della Cgil provinciale di Treviso - è necessaria una svolta nella gestione della crisi e passare dai licenziamenti e le mobilità ai contratti di solidarietà. Ufficio Stampa - HoboCommunication
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