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Archivio fotografico della Camera del Lavoro di Treviso a cura dello SPI Cgil Treviso.

COMUNICATO STAMPA 06_08_2010
Ricerca congiunturale dell'Ufficio Studi della Cgil di Treviso. A dirlo è una ricerca congiunturale dell'Ufficio Studi della Cgil provinciale di Treviso aggiornata al 31 luglio scorso, che stima in 2.500 i posti di lavoro a rischio nei prossimi 4 mesi. Il dato relativo alle pmi mette in luce una situazione di crescente crisi nel terziario, che è il settore che soffre maggiormente il calo dei livelli occupazionali e in cui si conta il 31% dei licenziamenti (il 29% è rappresentato dall'edilizia-legno-arredo, il 20% dalla metalmeccanica, il 12% dal sistema chimica, gomma-plastica e tessile). Per quanto riguarda la cassa integrazione straordinaria avviata nei primi sette mesi dell'anno ad avere i numeri peggiori è la metalmeccanica, con 55 procedure aperte che coinvolgono 1.546 lavoratori; a ruota l'edilizia, 34 aziende e 973 lavoratori. Nel tessile e abbigliamento le procedure sono invece 17, con 156 lavoratori interessati, mentre il commercio registra 12 procedure e 118 lavoratori in cassa. Il totale, al 31 luglio 2010, è di 3.093 lavoratori in cassa integrazione straordinaria. "Il problema - ha spiegato Barbiero - non è tanto una ripresa debole, quanto piuttosto una ripresa che non appare neppure percettibile. Gli indicatori economici provinciali sono tutti negativi, dai consumi ai fatturati al saldo occupazionale; e le tensioni finanziarie continuano, mettendo fortemente sotto pressione un tessuto d'impresa indebitato non tanto per investimenti, quanto per la sopravvivenza. Lo stato critico di salute del sistema economico è poi reso ancora più evidente dal procedere inarrestabile dei fallimenti, delle richieste di concordati, delle ristrutturazioni basate prevalentemente sulla diminuzione dei costi del fattore lavoro e che incrociano un alto fabbisogno di precariato e forti contrazioni delle soglie occupazionali". "La previsione - ha concluso il segretario generale della Cgil provinciale di Treviso - è che da agosto saranno in 2.500 almeno a rischiare di perdere il posto di lavoro, con prospettive di ricollocazione scarse e molto spesso, trattandosi di lavoratori espulsi dalla piccola impresa, quasi totalmente sprovvisti di veri ammortizzatori sociali". Ufficio Stampa
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